Evoluzioni notturne, ovvero Tutti insieme appassionatamente

Le notti a casa mia continuano ad essere parecchio animate. Certo rispetto allo scorso annoabbiamo fatto grandi miglioramenti: hanno eliminato i biberon di latte, non mi capita più di dormire SEDUTA con loro in braccio sul cuscino dell’allattamento, non si svegliano più (se stanno bene) otto volte a testa.


Quest’estate i risvegli hanno continuato ad essere troppi (anche perché capita raramente che stiano bene), il latte è stato sostituito con acqua e litri di camomilla (che significa pannolini strabordanti e tutine bagnate), anziché dormire nei loro lettini hanno iniziato a dormire con noi nel lettone.

Photo Credit: iVid.it

Premetto che ero una mamma da “ognuno nel proprio letto e nella propria stanza, convinta che il cosleeping (perché ora bisogna chiamarlo così) fosse una cagata pazzesca e che piuttosto che dormire con un figlio nel letto avrei passato la notte seduta su di un cactus. Confesso anche che con la mia primogenita ho acquistato il libro “Fate la nanna” (ora tutti a storcere il naso, ma sei anni fa andava di moda, perchè si sa che qui è tutta una questione di filosofia del momento con relativi adepti ultra ortodossi), così giusto per farvi capire quanto fossi convinta che condividere il lettone fosse il male assoluto.


Poi sono arrivati i gemelli e mi hanno fatto scoprire che il male assoluto è un altro e si chiama insonnia. Quando cominci a dormire e ad essere svegliato ogni ora (e ci sono state notti che le interruzioni erano anche più frequenti), quando venti volte a notte ti svegli di soprassalto per far tacere quello che piange perché poi si sveglia l’altro, quando passi due/tre ore con un bambino da intrattenere nel cuore della notte perché non ha più sonno, tutte le teorie (insieme alla tua sanità mentale) se ne vanno affanculo.


L’istinto di sopravvivenza si fa spazio prepotentemente e se si inizia con “lo faccio addormentare e poi lo sposto” state sicuri che si finisce con “tutti insieme appassionatamente all night long”.

Certo le condizioni sono quelle che sono, ma almeno per la prima volta in due anni e mezzo riusciamo a fare persino quattro ore di sonno consecutive. Un successone.


Se immaginate due bimbi che si addormentano e al massimo si risvegliano qualche volta però vi sbagliate, noi amiamo divertirci e quindi la nostra nottata si divide in tre fasi: il tappeto elastico, il wrestling e l’inondazione.


Il tappeto elastico


Portarli a letto non è facile (nonostante il rituale della sera, nonostante le luci abbassate, nonostante musichette dolci in tv…conosciamo la teoria e cerchiamo di applicarla, ma a loro non gliene frega assolutamente una mazza. Per loro l’importante è CORREREARRAMPICARSISALTARE fino alla fine).


Riusciti nell’impresa di portarli in camera da letto a turno un gemello salirà sulla pancia della mamma e comincerà a saltare. Boing boing felici che coprono i miei vari MA PORCADIQUELLA%/&%__/X.


Ad un certo punto, magicamente, la smettono e si sdraiano e cercano la posizione migliore per prendere sonno.


Photo Credit: Grunge.com

Il Wrestling


Qui inizia la fase due (che nella realtà visto che hanno il sonno leggero dura tutta la notte). Cercando di prendere sonno cominciano a sbattersi nel letto tipo salmoni che risalgono la corrente dei fiumi e se per sbaglio si toccano partono le mazzate. Perché se di giorno sono inseparabili, di notte non si tollerano. E indovinate chi c’è in mezzo al ring? La sottoscritta.


Marito decide che il suo unico compito è fare da sponda per evitare che cadano, io invece cerco di dividerli per evitare il contatto che faccia partire calci, pugni e mosse aeree di vario genere. Sto considerando il fatto che per riuscire a dormire in quelle posizioni nella mia vita precedente dovevo essere un fachiro.

Photo Credit: Gazzetta.it

L’inondazione


Gli altri bimbi hanno l’orsetto, loro hanno biberon pieni d’acqua. Iniziano a bere mentre si addormentano e continuano a cercare l’acqua durante la notte, manco avessero trascorso la giornata nel deserto con San Paolo. A parte la questione dei risvegli frequenti per bere c’è il piccolo insignificante dettaglio che non vogliono mollare il biberon nemmeno mentre dormono e l’acqua si versa. Questa estate ci sono state notti in cui pensavo di dormire su un materasso ad acqua, così come ad acqua sono i loro pannolini che spesso strabordano e ci ritroviamo inondati pure di pipì. Bei momenti.


Dopo una notte così al mattino mi alzo con qualche livido, bagnata e spesso con qualche arto bloccato, ma volete mettere il piacere di tornare a dormire un pochino?
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